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Il costo dell’adattamento e il valore alla tua energia

Il costo dell’adattamento e il valore alla tua energia

Le persone neuroatipiche spesso si abituano a modificare se stesse in base alle richieste dell’ambiente (adattamento) invece di adattare l’ambiente a se stesse (accomodamento). Per capire che ripercussioni abbiano questi due diversi comportamenti sulla nostra salute, dobbiamo ricorrere a una metafora: quella del dispendio energetico.

La batteria interna

Immaginiamo che la nostra energia sia una batteria che può essere caricata e scaricata. Mentre l’accomodamento presuppone una bassissima spesa energetica, l’adattamento può avere un costo estremamente alto. Spesso però, le persone neuroatipiche non sono abituate a tenere monitorata quanta energia utilizzano in modo automatico ogni giorno. Eppure la vita quotidiana è una somma di micro-azioni dal costo nascosto che costituiscono una spesa quotidiana. E come tutte le spese, vanno messe a bilancio.
  • filtrare rumori
  • mantenere l’attenzione
  • tenere un atteggiamento composto
  • modulare espressioni facciali
  • tollerare luci, odori, ritmi
  • gestire sovraccarichi sensoriali
  • comprimere stimoli interni per non “disturbare”
Inoltre a questo bilancio si possono aggiungere eventi extra, come viaggi, esami, colloqui di lavoro, litigi, contrattempi o problemi da risolvere che costituiscono un’ingente “spesa imprevista”.

Il costo dell’adattamento

Nella quotidianità le persone fanno ciò che permette loro di vivere la giornata con un minimo di continuità interna, quindi è normale dover effettuare un certo grado di adattamento: il problema non è l’adattamento in sé, ma essere consapevoli del suo costo in termini di energie (e di ripercussioni sulla propria salute) e comportarsi di conseguenza. E’ fondamentale imparare a monitorare le proprie energie come si monitora il proprio conto in banca, perché se non sai che stai spendendo, ti ritrovi in rosso senza capire il motivo. Per questo bisogna mettere in atto anche degli accomodamenti: comportamenti a costo zero che permettono di affrontare la quotidianità abbassando il costo delle “spese di gestione”. Inoltre in alcuni momenti è possibile anche scegliere di adattarsi, ma è fondamentale tenere conto del costo e prevedere le condizioni energetiche del “dopo”. Ad esempio: una persona autistica può decidere di andare a un concerto, sapendo che la sovrastimolazione (suoni, luce, persone) potrà avere un alto costo energetico nonostante il piacere derivante dalla musica, ma potrebbe essere azzardato aspettarsi di avere le energie per guidare o per chiacchierare nel viaggio di rientro. Il costo del concerto potrebbe ad esempio essere uno shutdown o meltdown. Trovare un giusto accomodamento può essere fondamentale: usare tappi o cuffie, darsi la possibilità di uscire qualora la stimolazione fosse troppo intensa, organizzare il viaggio di rientro in modo da poter riposare, ecc.

Confondere l’adattamento con la “normalità”

Molte persone neuroatipiche crescono con l’idea che adattarsi sia la norma, che “così fanno tutti”, che la fatica sia un dettaglio privato e vissuto da tutto allo stesso modo. Il risultato è una vita costruita su un consumo energetico costante, non monitorato, non riconosciuto. Riconoscere gli adattamenti significa scegliere quando farli, come farli, e soprattutto quando non farli: è un atto di cura verso se stessi.

Dott.ssa Elena Borrini Psicologa Psicoterapeuta (immagine di copertina generata con Canva)

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