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L’Autismo è un modo di funzionare

L’Autismo è un modo di funzionare

Molte persone, non sapendo cosa significhi davvero la parola autismo, la associano a disabilità, ritardo mentale, patologia.

Immaginano la persona autistica incapace di autonomia e di avere una vita sociale.

La verità è molto più ampia e molto più umana.

L’autismo non ha un aspetto e non tutte le persone autistiche mostrano comportamenti che siamo abituati ad associare all’autismo: se una persona “non sembra autistica” non significa che non la sia.

Uno degli errori più diffusi è confondere l’autismo con la disabilità intellettiva.

In realtà ci sono

  • persone autistiche con ritardo cognitivo
  • persone autistiche normodotate
  • persone autistiche plusdotate cognitivamente

In queste persone l’autismo si manifesta in modi molto diversi.

L’autismo può coesistere con qualsiasi livello di funzionamento cognitivo, ma non coincide con nessuno di essi.

Non c’è un unico modo di essere autistici, così come non c’è un unico modo di essere neurotipici. L’autismo è solo un altro modo di funzionare e, rispetto quello neurotipico, ha una diversa grammatica sensoriale, una diversa logica relazionale ed emotiva.

Infatti spesso il malessere delle persone autistiche non deriva direttamente dal loro funzionamento, ma piuttosto da:

  • mancate diagnosi
  • mancanza di risorse nell’ambiente sociale
  • stili di vita che non rispettano il funzionamento della persona
L’autismo non è una condanna ma una diversa modalità di esistere: riconoscerlo significa adattare ambienti, relazioni e servizi alle persone, non il contrario. Investire in diagnosi precoci, risorse adeguate e rispetto quotidiano è la strada per ridurre il malessere e valorizzare pienamente ogni persona.

Dott.ssa Elena Borrini Psicologa Psicoterapeuta

(immagine di copertina generata con Copilot)

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