L’inerzia autistica e la difficoltà nelle transizioni
L’inerzia autistica e la difficoltà nelle transizioni
Con l’espressione “difficoltà nelle transizioni” si intende la fatica che le persone autistiche sperimentano nel passare fluidamente e velocemente da un’attività all’altra, come viene richiesto abitualmente nei diversi contesti di vita (casa, scuola, lavoro).Fare la doccia
Entrare nella doccia sembra un’azione banale ma per le persone autistiche richiede uno sforzo di volontà perché significa essere pronti a passare da asciutti a bagnati e gestire tutto quello che ne consegue, per poi rifare un altro passaggio, da bagnati ad asciutti. Oltre alla capacità di gestire una quantità di stimolazioni sensoriali, l’attività “fare la doccia” necessita di una riorganizzazione dello stato mentale e corporeo. Per questo molte volte le persone autistiche possono sembrare bloccate prima, durante, o dopo una doccia: a volte lo sforzo per fare queste transizioni è tale che la persona non riesce ad attivare le risorse necessarie.L’inerzia autistica e il costo del passaggio da un’attività all’altra
La difficoltà nelle transizioni nelle persone autistiche non è “resistenza al cambiamento”, ma il riflesso di un funzionamento specifico che a ogni cambio di contesto e attività deve compiere un reset di sistema. Dentro questo fenomeno si colloca l’inerzia autistica, ovvero la difficoltà a iniziare, interrompere o cambiare un’azione quando il sistema è già in uno stato. Una volta che l’assetto interno è attivo, il passaggio a un altro assetto richiede un’energia che non sempre è disponibile. La persona sa cosa dovrebbe fare, ma non riesce ad attivare il movimento necessario per uscire dallo stato attuale. Il problema non è l’azione in sé, ma l’uscita dallo stato precedente. Quando una persona autistica è immersa in un compito, il suo sistema costruisce un modello interno stabile: un assetto percettivo, corporeo e attentivo coerente, che permette di leggere il mondo e di agire dentro di esso. Uscirne costituisce una vera e propria disattivazione. Entrare nel modello successivo è una ricostruzione. La transizione è il momento in cui il sistema deve spegnere un assetto e accenderne un altro, e questo non accade gratis nelle persone autistiche.Cambio di attività e funzioni esecutive
Per molte persone autistiche il passaggio da un set cognitivo a un altro non avviene come un cambio di marcia fluido, ma come un arresto e riavvio. Da fuori può sembrare lentezza o rigidità, ma dall’interno è coerenza: non si abbandona un flusso finché non è stato chiuso in modo strutturato. Se per le persone neurotipiche il cambio di attività corrisponde a un “ok, adesso facciamo un’altra cosa”, per una persona autistica il cambio di attività significa “il modello del mondo che avevo in mano non è più valido, devo ricostruirlo da capo”. Questo rende il cambiamento di scenario un compito esecutivo ad alto costo, non un semplice aggiustamento.Quali strategie?
Secondo la ricercatrice Karen Leneh Buckle, per affrontare queste difficoltà è necessario:- Ridimensionare il costo di transizione: le strategie utili cercano di rendere il passaggio il più graduale e meno dispendioso possibile dal punto di vista energetico.
- Fornire di appigli esterni (“Scaffolding”): spesso manca il controllo volontario per avviare o fermare un’azione. Gli interventi migliori, come le transizioni anticipate, l’uso di timer visivi o l’aiuto di un’altra persona, forniscono la spinta esterna necessaria per attivare il sistema.
- Rispettare il funzionamento: Riconoscere l’inerzia come una forma di “blocco” involontario elimina l’approccio punitivo e giudicante, aprendo a un supporto basato sull’adattamento dell’ambiente alle esigenze della persona.
Bibliografia:
Buckle, K. L., Leadbitter, K., Poliakoff, E., & Gowen, E. (2021). “No Way Out Except From External Intervention”: First-Hand Accounts of Autistic Inertia. Frontiers in Psychology, 12:631596. Dott.ssa Elena Borrini Psicologa Psicoterapeuta(immagine di copertina generata con Copilot)
I miei profili social:Categorie
Topics
accomodamento
adattamento
adhd
ambiente
ansia
audhd
autismo
autismo di livello 1
autismo livello 1
autoregolazione
autoregolazione emotiva
burnout
camouflage
complessità
comunicazione
diagnosi
donna
donne
funzionamento
funzioni esecutive
gender bias
gifted
giftedness
intelligenza
iperadattamento
mascheramento
masking
multineuroatipicità
neuroaffermativa
neuroatipicità
neurocomplessità
neurodivergente
neurodivergenze
neurodiversità
pattern recognition
persone autistiche
plusdotazione
psicologia clinica neuroaffermativa
rispetto
sensibilità
sensorialità
shutdown
sovraccarico
spettro autistico
stimming