Lo studio del comportamento sociale nelle persone autistiche
Lo studio del comportamento sociale nelle persone autistiche
Uno studio costante
Nelle persone autistiche spesso, soprattutto se diagnosticate tardivamente, emerge la consapevolezza retrospettiva di aver studiato per tutta la vita il comportamento umano per decodificarlo, costruendo modelli, regole, mappe interpretative che altri sembrano possedere in modo intuitivo. Molte di loro sono diventate estremamente competenti socialmente, e forse proprio per questo sono state diagnosticate tardivamente, passando inosservate per molto tempo nelle proprie difficoltà sociali e comunicative.Il manuale d’uso delle relazioni umane
Le persone autistiche spesso raccontano di comprendere e apprendere le regole sociali e il funzionamento delle relazioni umane non attraverso processi intuitivi, ma attraverso osservazione sistematica, analisi comparativa e costruzione di veri e propri modelli interpretativi. La socialità non viene “sentita”, ma decodificata: ciò che per le persone neurotipiche è piuttosto immediato, per le persone autistiche è il risultato di un lavoro cognitivo intenzionale e continuo.Strategie di sopravvivenza sociale
Oltre all’osservazione delle persone che interagiscono tra loro, lo studio di film, romanzi, fumetti, serie TV, biografie, manuali di psicologia e testi di sociologia diventa un processo cognitivo compensativo intenzionale. Molte persone autistiche scelgono di studiare psicologia, comunicazione, sociologia per sentirsi competenti nelle relazioni e comprendere il proprio e altrui funzionamento. Studiare le persone è una vera e propria strategia di adattamento: le opere di finzione diventano materiale di studio perché offrono ciò che la vita reale spesso non fornisce, ovvero esempi espliciti, ripetibili, analizzabili, con motivazioni dei personaggi rese chiare dalla narrazione. I mondi di finzione inoltre permettono di osservare interazioni sociali senza dovervi partecipare, rivedere più volte la stessa scena, analizzare le intenzioni dei personaggi (che spesso vengono spiegate dal narratore o sono esplicitate nel corso della storia), e soprattutto identificare pattern ricorrenti. Le persone autistiche costruiscono quindi un sistema di riferimento per interpretare la socialità reale, potendo contare sugli scambi di battute appresi nella fiction e applicando tale modello linguistico in un contesto sociale reale.Studiare la comunicazione degli umani come si studia una lingua straniera
Molte persone autistiche raccontano che comprendere le interazioni sociali necessita loro di un processo cognitivo costante esattamente come l’apprendimento di una lingua straniera, infatti per interagire è necessario individuare:- Regole implicite da dedurre attraverso osservazione e confronto
- Copioni predefiniti che si attivano in situazioni specifiche (saluti, conflitti, richieste, negoziazioni)
- Eccezioni da memorizzare
- Contesto che modifica il significato
Fiction e aspettative irrealistiche
Quando la comprensione delle dinamiche relazionali deriva in larga parte dalla fiction, può emergere una tendenza a costruire aspettative irrealistiche sulle relazioni sentimentali e di amicizia. Se i mondi di finzione offrono relazioni prevedibili con pattern riconoscibili, la realtà invece è frammentaria, ambigua, complicata e spesso incoerente. Quando la vita reale non rispecchia la chiarezza dei modelli narrativi, molte persone autistiche sperimentano disorientamento, delusione o senso di errore personale, come se avessero applicato correttamente un copione che però non produce l’esito atteso.(immagine di copertina generata con Copilot)
I miei profili social:Categorie
Topics
accomodamento
adattamento
adhd
ambiente
ansia
audhd
autismo
autismo di livello 1
autismo livello 1
autoregolazione
autoregolazione emotiva
burnout
camouflage
complessità
comunicazione
diagnosi
donna
donne
funzionamento
funzioni esecutive
gender bias
gifted
giftedness
intelligenza
iperadattamento
mascheramento
masking
multineuroatipicità
neuroaffermativa
neuroatipicità
neurocomplessità
neurodivergente
neurodivergenze
neurodiversità
pattern recognition
persone autistiche
plusdotazione
psicologia clinica neuroaffermativa
rispetto
sensibilità
sensorialità
shutdown
sovraccarico
spettro autistico
stimming