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Meno adattamento, più accomodamento

Meno adattamento, più accomodamento

Se sei una persona neuroatipica, autistica e/o ADHD, è possibile che tu abbia operato nel tempo, su tanti livelli, un adattamento all’ambiente sociale, spesso cercando di imitare le persone neurotipiche.

Probabilmente hai cercato di essere come gli altri con grande impegno, credendo che lo sforzo fosse parte del gioco per ottenere ciò che desideravi, in amore, amicizia, studio, lavoro.

L’adattamento sembra funzionare all’inizio, ma poi presenta il conto: nel tempo può generare grande fatica, meltdown, shutdown, burnout.

Adattamento e Accomodamento

L’adattamento si ha quando modifichiamo noi stessi per adattarci all’ambiente, ma cosa succede invece se modifichiamo l’ambiente per adattarlo a noi? In questo caso abbiamo “l’accomodamento” ed è centrale per migliorare la vita delle persone neuroatipiche.

Facciamo alcuni esempi:

Fare la spesa al supermercato

Adattamento
  • Fai mindfulness mentre fai la spesa
  • Ti esponi gradualmente per abituarti
  • Cerchi di restare più tempo ogni volta
Accomodamento
  • Scegli orari meno affollati
  • Usi tappi o cuffie con musica, occhiali scuri
  • Deleghi o fai la spesa online

La gestione della casa

Adattamento

  • Fai una lista e ti sforzi di seguirla nel dettaglio
  • Inizi anche se non ne hai voglia
  • Pensi a come ti sentirai dopo
Accomodamento
  • Utilizzi supporti esterni: timer, body doubling…
  • Riduci la complessità: compiti di 5/10 minuti alla volta (non 1 ora)

Comunicazione di coppia

Adattamento

  • Diventi impeccabile nel leggere i segnali non verbali
  • Impari a prevedere le reazioni del partner
  • Impari a evitare le discussioni

Accomodamento

  • Chiedi chiarezza esplicita nella comunicazione
  • Crei un linguaggio condiviso col partner per i momenti critici (ad esempio: parole chiave o segnali non verbali)

Dalla consapevolezza all’accettazione

Una terapia che conosce davvero le neuroatipicità non considera le caratteristiche autistiche o ADHD come “disfunzionali”, “disadattive” o “problematiche”, ma come dati di realtà, elementi del funzionamento della persona. Il lavoro terapeutico non è insegnare alla persona a tollerare ciò che la danneggia, ma:
  • costruire narrazioni che includano e valorizzino il suo modo di percepire e processare il mondo
  • individuare accomodamenti concreti che riducano l’attrito quotidiano
  • creare strategie che rispettino il funzionamento, invece di forzarlo
La terapia, in questo modello, non è un percorso per diventare più tolleranti o resistenti in modo da fare le stesse cose che fanno gli altri: gli accomodamenti sono strumenti di equità e permettono alla persona di partecipare alla vita con le sue caratteristiche, non nonostante esse.

Dott.ssa Elena Borrini Psicologa Psicoterapeuta (immagine di copertina generata con Copilot)

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