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Menti neuroatipiche in corpi atipici?

Menti neuroatipiche in corpi atipici?

C’era una volta…

Un giorno una ragazza durante un allenamento si accorge che è successo qualcosa alla sua spalla: sente dolore e ha la sensazione che qualcosa sia fuori posto. Ma quando i medici la visitano e le chiedono di mettere il braccio in certe posizioni che, in teoria, una spalla lussata non dovrebbe riuscire a sostenere, lei ci riesce: non certo perché sia tutto a posto, ma perché le sue articolazioni sono ipermobili. Per i medici non c’è lussazione, ma in seguito l’ecografia la confermerà.

Medicina e corpi atipici

Molte persone neuroatipiche vivono in un corpo che non coincide con le aspettative cliniche. I sintomi ci sono, ma la Medicina non sembra tarata per rilevarli. E così il medico non vede ciò che il paziente neurotipico racconta, semplicemente perché il corpo neuroatipico non risponde come previsto. L’ipermobilità articolare non è solo “essere flessibili”: è un fenotipo del connettivo che si intreccia in modo sistematico con autismo e ADHD. Negli ultimi anni questo legame è stato quantificato con dati solidi, soprattutto dal gruppo di Jessica Eccles (Brighton & Sussex Medical School), che ha studiato questo pattern ricorrente. Lo studio di Csecs et al., 2022, “Joint Hypermobility Links Neurodivergence to Dysautonomia and Pain” (Frontiers in Psychiatry) dimostra che nelle persone autistiche e ADHD l’ipermobilità è da 2 a 4 volte più frequente rispetto ai neurotipici.

Perché autismo e ADHD si intrecciano con ipermobilità?

L’ipermobilità riflette una variante costituzionale del tessuto connettivo, il quale partecipa alla regolazione di:
  • stabilità articolare
  • vascolarizzazione
  • funzione autonomica
  • sensibilità viscerale
In questa prospettiva, autismo e ADHD non sono solo “cervello diverso”, ma organismo diverso, in cui:
  • neuroatipicità (autismo, ADHD)
  • ipermobilità (sindrome di Ehlers-Danlos)
  • disautonomia (POTS, intolleranza ortostatica)
  • dolore cronico (dolore muscoloscheletrico, fatigue, fibromialgia, endometriosi…)
  • stati infiammatori cronici a carico dell’intestino e del sistema immunitario (allergie, disturbi gastrointestinali, intolleranze, disbiosi, permeabilità intestinale ovvero leaky gut)
sono facce di una stessa architettura biologica.

Corpo e mente sono davvero due cose separate?

Le persone ipermobili possono avere articolazioni lussate ma i test che cercano segni “tipici” di lussazione o instabilità possono risultare negativi. Questo accade perché i parametri standard presuppongono una struttura tissutale e una risposta al dolore tarate sulla popolazione non ipermobile. Il risultato è una sottodiagnosi, ritardi nell’accesso a cure specifiche e l’attribuzione del disagio a fattori “psicologici” o immaginari. Analogamente, molti test diagnostici e strumenti di osservazione in psicologia sono costruiti su modelli di comportamento e comunicazione neurotipici. Per chi parla, reagisce, impara o regola l’emotività in modo non convenzionale, questi test possono non cogliere indicatori chiave o interpretare male segnali adattivi. Di conseguenza, persone autistiche o ADHD possono ricevere diagnosi errate o mancanti, o vedere i loro sintomi ridotti a “problemi di volontà” o “mancanza di motivazione”, invece che riconosciuti come espressione di una diversa organizzazione neurobiologica.

Cambiare sguardo

Il corpo neurodivergente tende a presentare tessuti connettivi più elastici, un sistema autonomo più instabile, un sistema immunitario più reattivo, dando origine così a quadri medici complessi. Riconoscere che menti neuroatipiche spesso abitano corpi atipici significa praticare una medicina e una psicoterapia più attente e rispettose della persona. Solo così riduciamo sottodiagnosi, errori interpretativi e sofferenza (quella evitabile) e apriamo la strada a percorsi di cura che siano veramente di supporto.

Bibliografia:

Frontiers | Joint Hypermobility Links Neurodivergence to Dysautonomia and Pain. https://www.frontiersin.org/journals/psychiatry/articles/10.3389/fpsyt.2021.786916/full Increased rate of joint hypermobility in autism and related neurodevelopmental conditions is linked to dysautonomia and pain. https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2020.09.14.20194118v1.full.pdf
Dott.ssa Elena Borrini Psicologa Psicoterapeuta

(immagine di copertina generata con Chatgpt)

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