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Neuroatipicità e processi Bottom Up

Neuroatipicità e processi Bottom Up

La distinzione tra processi bottom‑up (dal dettaglio al significato) e processi top‑down (dal significato al dettaglio) è uno dei modi più solidi e documentati per descrivere le differenze cognitive tra persone neuroatipiche (in particolare autistiche e ADHD) e persone neurotipiche. Le ricerche neuroscientifiche degli ultimi anni mostrano un pattern ricorrente: nelle persone neuroatipiche prevale un’elaborazione bottom‑up, mentre nelle persone neurotipiche domina un’elaborazione top‑down.

L’elaborazione bottom‑up: una mente che parte dal reale

Molte persone neuroatipiche (in particolare autistiche, ADHD e gifted) mostrano una prevalenza di elaborazione bottom‑up: il cervello parte dai dati sensoriali, dai dettagli, dalle micro‑variazioni, e costruisce il significato a partire da lì.

Cosa dice la ricerca

  • Studi EEG (Ursino et al., 2022) mostrano che nelle persone con tratti autistici elevati il flusso informativo dalle aree sensoriali verso quelle frontali è più intenso rispetto ai neurotipici.
  • Ricerche fMRI (Randeniya et al., 2023) confermano una maggiore connettività bottom‑up durante compiti di apprendimento sensoriale.
  • La teoria del precision‑weighting (Lawson et al., 2020) evidenzia che le persone autistiche attribuiscono un peso maggiore ai dati percettivi rispetto alle aspettative interne, dando più valore all’esperienza diretta.

L’elaborazione top‑down: una mente che parte dal modello

Molte persone neurotipiche mostrano una prevalenza di elaborazione top‑down: il cervello utilizza schemi, aspettative, categorie per interpretare rapidamente ciò che accade.

Cosa dice la ricerca

  • Studi sulla modulazione top‑down (Rosas et al., Nature Neuroscience, 2025) mostrano che nei neurotipici le aree frontali esercitano un controllo più forte sulle aree sensoriali, filtrando gli stimoli in base al contesto.
  • Ricerche sull’attenzione (Ca~nigueral et al., 2022) evidenziano che nei profili ADHD l’integrazione tra segnali top‑down e bottom‑up è meno stabile, non meno valida.

Processi diversi

La cultura occidentale ha storicamente privilegiato il funzionamento top‑down, perché più prevedibile e più facile da standardizzare. Ma la ricerca contemporanea mostra che:
  • il bottom‑up non è un errore di sistema, è una diversa priorità cognitiva
  • il top‑down non è la norma, è una delle varianti possibili
  • nessuno dei due è “più evoluto”, “più funzionale” o “più sano”
  • entrambi hanno punti di forza e zone di vulnerabilità
  • entrambi richiedono accomodamenti diversi, non controllo

Dott.ssa Elena Borrini Psicologa Psicoterapeuta

(immagine di copertina generata con Copilot)

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